
Alexandre Pato Ricorda Ancelotti come una 'Figura Paterna' e il suo 'Amore per il Milan Più Forte di Quello per la Moglie'
L'ex attaccante del Milan, Alexandre Pato, ha parlato del suo profondo affetto per i Rossoneri e del suo rapporto con l'ex allenatore Carlo Ancelotti in un'intervista rivelatrice. Il brasiliano, ora 34enne, ha parlato a CBS Sports Golazo del suo periodo a San Siro, descrivendo il club con un livello di devozione che riserva alla sua famiglia.
In un momento sincero, Pato ha espresso una profonda connessione emotiva con i giganti italiani. "Il club è come una famiglia da cui non vorresti mai andare via. Amo il Milan, a volte anche più di mia moglie", ha detto Pato. "Lei capisce, non so se i miei figli. Il Milan sarà nel mio cuore per sempre".
L'ex attaccante, che si è unito al Milan a 17 anni dall'Internacional nel 2007, ha anche reso un sentito omaggio al suo ex allenatore, Carlo Ancelotti. Ha descritto l'attuale allenatore del Real Madrid come più di un allenatore, definendolo una figura paterna che ha aiutato un adolescente giovane e nostalgico ad adattarsi a un nuovo continente e alle pressioni di un club europeo di alto livello.
"Ancelotti mi ha dato fiducia", ha spiegato Pato. "Chiamava il mio cane con il suo nome; avevamo questo tipo di rapporto. Carlo è più di un allenatore, è un amico, un padre. Quando sono arrivato al Milan a 17 anni, ero solo un ragazzo. Dal momento in cui sono passato dai cancelli di Milanello, mi ha preso per mano e mi ha detto: 'Vieni, voglio presentarti agli altri giocatori'. Li ha chiamati e ha detto: 'Ragazzi, questo è Pato'. Si sono presentati tutti e hanno detto che erano lì per me se avessi avuto bisogno di qualcosa. Per me, è il miglior allenatore di tutti i tempi".
Pato ha ricordato lo stupore che ha provato al suo arrivo al leggendario centro di allenamento del club, Milanello, e all'ingresso in uno spogliatoio pieno di leggende. Ha descritto di aver visto le targhette e le foto di giocatori come Kaká, Andrea Pirlo, Gennaro Gattuso, Paolo Maldini e Ronaldo. "Ho dovuto cercare di rimanere calmo, di non sognare troppo", ha detto dell'ambiente intimidatorio ma stimolante.
Il suo periodo al Milan, dal 2007 al 2013, è stato un periodo di grandi promesse, anche se la sua carriera è stata successivamente ostacolata da persistenti infortuni. Nonostante le battute d'arresto, il suo affetto per il club e la città di Milano rimane intatto. Il brasiliano, che ha giocato anche al Chelsea e al Corinthians, tra gli altri, gioca attualmente nel São Paulo nel suo Brasile natale.
L'emotiva riflessione di Pato sottolinea il legame duraturo che molti giocatori formano con i club in cui hanno trascorso i loro anni formativi. I suoi commenti evidenziano l'ambiente unico e familiare promosso al Milan sotto la guida di Ancelotti, una cultura che ha lasciato un segno indelebile sulla giovane stella brasiliana. L'intervista offre uno sguardo personale e raro alla dinamica dello spogliatoio che ha contribuito a forgiare una delle squadre più formidabili del calcio europeo a metà e alla fine degli anni 2000.



