Il direttore sportivo dell'Inter, Piero Ausilio, ha illustrato le complesse trattative che hanno portato Marcos Thuram al club, rivelando un ruolo chiave giocato dal padre del giocatore, Lilian Thuram, durante un evento al Festival della Serie A a Parma. Ausilio ha spiegato che, sebbene l'Inter avesse identificato Thuram come un potenziale obiettivo due anni prima, un infortunio al ginocchio ha ritardato l'operazione, permettendo loro infine di assicurarselo a parametro zero.
Secondo Ausilio, l'interesse dell'Inter per Thuram derivava dalla convinzione che potesse eccellere come attaccante centrale nel loro modulo 3-5-2, un ruolo che non ricopriva costantemente in quel momento. Ha sottolineato l'importanza dell'ingegno italiano nel mercato dei trasferimenti, affermando: “Noi italiani abbiamo qualcosa in più in termini di fantasia e strategie”. Ha raccontato una conversazione con Lilian Thuram, illustrando il progetto dell'Inter e ottenendo l'approvazione della famiglia.
La discussione al festival, insieme ad Ariedo Braida, ex direttore del Milan, ha toccato anche il quasi trasferimento di Lautaro Martinez all'Atletico Madrid. Ausilio ha descritto di essere volato durante una giornata di Serie A per assicurarsi un accordo con il Racing Club, dove Diego Milito ha assistito nelle trattative. La prestazione di Lautaro, segnando una tripletta nella stessa partita, ha successivamente alterato le dinamiche del trasferimento e aumentato il suo valore, richiedendo un riavvio delle negoziazioni.
Ausilio ha anche evidenziato la riuscita nomina di Cristian Chivu come allenatore dell'Inter, elogiando il suo coraggio e la sua idoneità al ruolo dopo la delusione della finale di Champions League. Ha sottolineato l'unità all'interno della squadra che ha portato alla recente vittoria dello Scudetto, definendola il titolo più significativo a cui ha partecipato. Guardando al futuro, Ausilio ha sottolineato la necessità di operazioni di trasferimento intelligenti, garantendo che ogni partenza sia compensata da sostituti altrettanto incisivi, e un continuo focus sullo sviluppo di giovani talenti, citando Pio Esposito come esempio della loro riuscita strategia giovanile.
Braida, riflettendo sul suo periodo al Milan, ha raccontato storie sull'acquisizione di figure chiave come Arrigo Sacchi e Kaká, spesso impiegando tattiche non convenzionali per convincere la proprietà del club del loro valore. Ha anche offerto consigli a Zlatan Ibrahimović nel suo nuovo ruolo di dirigente del Milan, esortandolo ad abbracciare l'umiltà e la volontà di imparare.




