L'ultimo episodio del programma di giornalismo investigativo italiano Report, trasmesso su Rai 3, non ha mandato in onda un servizio incentrato sugli presunti scandali nell'arbitraggio del calcio italiano, nonostante gli annunci precedenti. Il segmento previsto includeva un'intervista all'ex arbitro Pasquale De Meo, che ha diretto partite dal 2013 al 2024, e mirava a svelare retroscena sul mondo arbitrale.
Secondo fonti, la parte del programma dedicata agli arbitri è stata rimossa, trasmettendo solo la sezione riguardante le trattative di mercato. Questa omissione ha scatenato una notevole ondata di critiche online, con molti tifosi che esprimono delusione e denunciano una censura. Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, aveva precedentemente annunciato l'indagine sul calcio italiano e i ripetuti fallimenti della nazionale a qualificarsi per i Mondiali, affermando di aver subito pressioni per impedire la trasmissione.
La reazione sui social media è stata in gran parte negativa, con i tifosi che si interrogano sulle ragioni della rimozione del servizio e accusano figure potenti di interferenza. Alcuni utenti hanno segnalato un presunto condizionamento nelle decisioni arbitrali, in particolare nelle partite che coinvolgono l'Inter. L'inchiesta prevista avrebbe dovuto affrontare le preoccupazioni relative alla designazione degli arbitri per le partite chiave, tra cui la semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan e una partita di Serie A contro il Bologna.
Pasquale De Meo, in interviste pre-trasmissione, ha descritto un sistema di auto-conservazione all'interno della comunità arbitrale, sostenendo che alcuni arbitri si sentivano “accecati” dal sistema. Ha anche parlato di voci riguardanti l'uso di segnali in codice durante le partite all'interno del sistema VAR, comprese presunte espressioni manuali per indicare intervento o non intervento. L'indagine avrebbe dovuto approfondire anche i legami tra alcuni arbitri e club specifici.
Sebbene il segmento sull'arbitraggio sia stato tagliato, Report ha trasmesso la sua indagine pianificata sul mondo dei trasferimenti del calcio italiano. Il programma ha esaminato l'acquisizione di giocatori stranieri, l'impatto dell'incentivo fiscale del “Decreto Crescita” e il ruolo degli agenti. Un agente anonimo ha citato il caso dell'Udinese, evidenziando un modello di acquisizione di giocatori stranieri attraverso un gruppo specifico di agenti legati a Claudio Vagheggi, e del Verona, dove sono stati osservati schemi simili con gli agenti Luci e Cristofoletti. L'indagine ha suggerito un cambiamento di focus dalla qualità dei giocatori agli interessi finanziari di agenti e club.




