
Cesc Fabregas si lega al progetto del Como, esclude un incarico immediato con la Nazionale
Cesc Fabregas ha ribadito il suo impegno a lungo termine con il Como, respingendo la prospettiva di assumere la guida della nazionale italiana nel prossimo futuro. L'ex centrocampista spagnolo, ora allenatore del club in procinto di essere promosso in Serie A, ha rilasciato queste dichiarazioni a Roma dopo aver ricevuto il prestigioso premio Enzo Bearzot, diventando il primo straniero a ricevere questo onore.
Parlando al Salone d'Onore del Coni, Fabregas ha espresso una profonda lealtà al progetto del Como. "Sono molto legato a questo progetto e questo club è come una famiglia per me", ha affermato. Alla domanda su un possibile futuro in un altro club, ha dichiarato: "Lo vedo molto difficile. Certo, nel calcio non si dice mai. L'anno scorso mi interessava vedere come funzionano altri club e ne ho informato il presidente. Ma poi ho preso la decisione di restare".
Il 37enne ha affrontato anche le speculazioni che lo collegavano alla panchina della nazionale italiana, attualmente occupata da Luciano Spalletti. Fabregas ha suggerito che il calcio internazionale non si adatterebbe a questa fase della sua carriera da allenatore. "La nazionale italiana? Forse un giorno, ma per ora sono troppo allenatore, ho bisogno di essere in campo ogni giorno con i ragazzi", ha spiegato. "Lavorare per una nazionale sarebbe un po' noioso per me in questo momento. Quando sarò un po' più grande, chissà...".
Fabregas ha ricevuto il premio, organizzato da Us Acli in collaborazione con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), per il suo lavoro innovativo al Como. Ha assunto l'incarico come giocatore-allenatore nel 2022 e, dopo essersi ritirato dal gioco, ha guidato il club dalla Serie B a una storica promozione in Serie A in questa stagione. Nel suo discorso di accettazione, ha dedicato il premio all'impegno collettivo. "Questo premio va anche alla città di Como, a una famiglia che ha creduto in un progetto, allo staff e ai giocatori", ha detto Fabregas.
Alla cerimonia era presente anche Fabio Capello, che ha ricevuto un premio alla carriera. L'ex allenatore di Inghilterra e Milan ha elogiato l'impatto di Fabregas sul calcio italiano. "Fabregas in tre anni ha fatto cose molto belle, un lavoro fantastico, dalla B alla A, è un protagonista serio e importante, se lo merita tutto", ha detto Capello. Ha sottolineato l'approccio tattico di Fabregas, notando: "Gioca con grande semplicità, gioca veloce e cerca di andare in verticale, qualcosa che abbiamo perso. Ha il possesso palla in avanti".
Damiano Lembo, presidente di Us Acli, ha spiegato la decisione di premiare Fabregas. "Quest'anno abbiamo ampliato i confini del Premio, conferendo a Cesc questo prestigioso riconoscimento, il primo straniero a ricevere il Bearzot", ha detto Lembo. "Siamo entusiasti, ma consapevoli del messaggio che vogliamo trasmettere. Con Fabregas premiamo l'innovazione e il merito allo stesso tempo".
Con la promozione assicurata, l'attenzione immediata di Fabregas è rivolta alla preparazione del Como per la sua prima campagna in Serie A dal 2002-03. I suoi commenti hanno chiuso definitivamente ogni speculazione su una possibile partenza, posizionandolo come l'architetto del progetto del club in massima serie. La sfida ora si sposta sulla costruzione di una squadra in grado di competere nella massima divisione italiana sotto la sua continua guida.



