
Del Piero consegna un verdetto impietoso sulla crisi del calcio italiano
La leggenda del calcio italiano Alessandro Del Piero ha espresso una critica dura e completa dei problemi profondamente radicati dello sport nel suo paese, a seguito del fallimento della nazionale nel qualificarsi per un terzo Mondiale consecutivo. Nel podcast Sky Calcio Unplugged, l'ex giocatore della Juventus e della nazionale italiana ha descritto l'umore attuale come di "tristezza, rabbia, delusione e persino incredulità", definendo i ripetuti fallimenti "imbarazzanti".
Del Piero ha sostenuto che i problemi vanno ben oltre la colpa immediata attribuita al presidente della federazione Gabriele Gravina o allo staff tecnico recente. Ha affermato che l'intera struttura è colpevole, dallo sviluppo giovanile e dalle infrastrutture degli stadi alla mancanza di investimenti e di tempo di gioco per i giocatori italiani in Serie A. "Abbiamo notato, purtroppo, che siamo molto indietro non solo rispetto ai nostri standard, ma rispetto agli altri", ha detto Del Piero, citando nazioni come la Germania che hanno intrapreso coraggiosi progetti di ricostruzione dopo simili battute d'arresto.
Il vincitore della Coppa del Mondo del 2006 ha chiesto un approccio collettivo e umile alla riforma, esortando chi è al potere a mettere da parte l'orgoglio e riconoscere che il calcio italiano non è più una forza trainante. Ha sottolineato la necessità di un impegno di squadra completo in tutti i settori del gioco, criticando una cultura prevalente di auto-conservazione. "Fondamentalmente, tutti pensano a salvarsi la pelle, incluso me", ha ammesso Del Piero, evidenziando una mancanza di progettualità a lungo termine in cui le decisioni vengono consumate troppo rapidamente.
Sulle speculazioni che collegano Antonio Conte a un ritorno come allenatore dell'Italia, Del Piero ha offerto un sostegno misurato. "Non ho idea se lo farà, ma certamente può farlo. Ha tutte le qualità e lo ha già fatto. È ovviamente un profilo adatto", ha detto, secondo il podcast. Tuttavia, ha sottolineato che nessun individuo, nemmeno un allenatore del calibro di Conte, può risolvere da solo i problemi sistemici.
Del Piero ha anche contrastato le difficoltà del calcio maschile con i successi del calcio femminile italiano e di altri sport, come il tennis con Jannik Sinner, suggerendo che il talento esiste ma viene coltivato meglio altrove. Ha indicato la perdita di identità e tradizione locale all'interno dei club come un problema chiave, elogiando modelli come l'Athletic Bilbao in Spagna per aver mantenuto un forte legame con le proprie radici.
Riflettendo sul suo potenziale futuro da allenatore, Del Piero ha rivelato che ex compagni di squadra ora nel management lo hanno messo in guardia dal ruolo a causa delle sue immense pressioni. Ha notato la drammatica espansione dello staff tecnico, affermando che un allenatore moderno deve gestire "molte più realtà, molte più persone" rispetto ai suoi giorni da giocatore alla Juventus. Pur non escludendolo, ha suggerito che la complessità del lavoro lo fa riflettere.
La sua analisi si è conclusa con un appello a una maggiore responsabilità e al coraggio di ammettere gli errori, utilizzando gli esempi di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo che sbagliano i rigori per illustrare che gli errori fanno parte del gioco. L'intervento di Del Piero aggiunge una voce potente e rispettata alla crescente richiesta di una revisione fondamentale del sistema fallimentare del calcio italiano.


