
Il Leicester City affronta una crisi finanziaria dopo la retrocessione in League One
La retrocessione del Leicester City in League One ha innescato una grave crisi finanziaria, con il club che si trova ad affrontare debiti insostenibili per circa 115 milioni di euro. La discesa in terza divisione ridurrà drasticamente le entrate dai diritti televisivi a una stima di 2 milioni di sterline a stagione, costringendo a una drastica riduzione di un monte ingaggi che era di 170 milioni di sterline l'anno scorso. Il club deve ora effettuare una significativa cessione di giocatori e operare con severe misure di austerità per rispettare le normative finanziarie.
Secondo un rapporto della BBC, il Leicester City si prepara a un periodo di severa austerità finanziaria a seguito della sua retrocessione in League One. La drammatica caduta delle 'Foxes' in terza divisione, confermata da un pareggio per 2-2 contro l'Hull City, avrà significative ripercussioni finanziarie per un club già alle prese con debiti consistenti. Il club, a quanto riferito, detiene prestiti per un totale di circa 115 milioni di euro da una banca australiana, una situazione ora aggravata da una drastica riduzione delle entrate future.
Il mese scorso, il Leicester ha dichiarato una perdita di 80 milioni di sterline per la stagione 2024-2025 e perdite cumulative di 375 milioni di sterline dal 2019. I fondi presi in prestito erano destinati ad aiutare a gestire questi deficit, supportati da cessioni di giocatori e ricavi televisivi. Tuttavia, la retrocessione in League One mina completamente questo piano. Le entrate dai diritti televisivi nella terza divisione sono una frazione di quelle della Premier League o Championship, stimate dall'esperto di finanza calcistica Kieran Maguire a soli 2 milioni di sterline a stagione, rispetto alle decine di milioni di sterline guadagnate nei due campionati superiori.
Questa stretta finanziaria richiederà una importante ristrutturazione della rosa. Il monte ingaggi del club, che ammontava a 170 milioni di sterline un anno fa, è ora insostenibile. Il monte ingaggi medio di un club di League One è di circa 11 milioni di sterline, secondo le analisi del settore, indicando la portata dei tagli necessari al King Power Stadium. Le cessioni di giocatori sono ora inevitabili, con il club probabilmente disposto ad accettare offerte ridotte per i propri asset mentre cerca di bilanciare i conti nel rispetto delle normative finanziarie del calcio inglese.
Il contesto rende particolarmente grave la situazione del Leicester. Segna un declino precipitoso per un club che, solo dieci anni fa, ha realizzato una delle più grandi favole dello sport vincendo il titolo di Premier League nel 2016. Quel successo è stato seguito da una sostenuta competizione europea e da un trionfo in FA Cup nel 2021, ma un periodo di forti spese ha contribuito in ultima analisi alla sua attuale situazione. La retrocessione rappresenta non solo un fallimento sportivo, ma una profonda crisi finanziaria e strutturale.
Il futuro immediato del Leicester City prevede una svendita di talenti e un'operatività con un modello finanziario drasticamente ridotto. Il club deve ora tentare di ricostruirsi dalla League One gestendo un debito che limiterà fortemente le sue ambizioni nel prossimo futuro. Il compito che attende è in netto contrasto con i fasti dell'ultimo decennio, con il ritorno del club ai vertici del calcio inglese che appare ora un obiettivo lontano.


