Cesc Fabregas ha sottolineato l'impatto di Nico Paz nell'incredibile ascesa del Como alla qualificazione in Champions League, secondo un'intervista rilasciata a Sky Sport. L'intervista ha dettagliato le scene emotive seguite all'ultima partita di campionato del Como e il discorso di Fabregas alla squadra, elogiando il loro storico traguardo e la loro dedizione.
Fabregas ha riflettuto sulla natura solitaria della gestione, in particolare durante l'ultima, tesa giornata di campionato, in cui il Como aveva bisogno di risultati favorevoli. Ha descritto la pressione di prendere decisioni cruciali e la necessità di mantenere la calma, notando che, nonostante le difficoltà, è stato un momento decisivo nella sua carriera da allenatore. L'allenatore ha anche espresso la sua sorpresa per il sostegno appassionato che riceve il Como, avendo inizialmente conosciuto la zona solo come meta di vacanza.
L'arrivo di Paz al Como a seguito di una sconfitta per 3-0 contro la Juventus nella loro prima partita di Serie A è stato identificato come un punto di svolta. Fabregas ha affermato che la sconfitta ha servito da campanello d'allarme, spingendo il presidente del club a investire sia in giocatori esperti che in giovani promettenti, tra cui Paz, Perrone, Kempf e Fadera. L'allenatore ha elogiato in particolare la crescita di Paz come giocatore e il forte rapporto che hanno sviluppato, citando il loro abbraccio dopo una vittoria per 2-0 sulla Juventus come un momento sincero di connessione.
Fabregas ha anche affrontato una discussione a bordo campo con l'allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, assumendosi la piena responsabilità delle sue azioni e sottolineando l'importanza di accettare gli errori. Ha inoltre parlato dell'impatto positivo di un gol in extremis di Martin Baturina, suggerendo che le sue stesse decisioni tattiche potrebbero aver precedentemente limitato le opportunità del giocatore. L'allenatore ha concluso ribadendo la sua felicità al Como, nonostante le precedenti speculazioni sul suo futuro, e ha condiviso un aneddoto personale su un recente incontro con Papa Francesco.




