
Gabriele Gravina si dimette da presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio
Gabriele Gravina si è dimesso da presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) a seguito del mancato accesso dell'Italia al terzo Mondiale consecutivo. La federazione ha confermato che Gravina ha presentato le dimissioni durante una riunione d'emergenza con i vertici di Serie A, Serie B, Serie C, la lega dilettanti, l'associazione giocatori e l'associazione allenatori a Roma martedì. Un'assemblea elettorale straordinaria è stata convocata per il 22 giugno per scegliere il suo successore.
Gravina, eletto nel febbraio 2025, ha comunicato la sua decisione ai membri dell'assemblea. Secondo una nota della federazione, ha anche confermato la sua disponibilità a comparire dinanzi a una commissione parlamentare l'8 aprile per presentare una relazione completa sullo stato del calcio italiano. La riunione è stata descritta da Renzo Ulivieri, presidente dell'associazione allenatori italiana, come "molto triste e molto tranquilla", riconoscendo un lungo periodo di difficoltà per il movimento calcistico nazionale che risale al 2006.
Le dimissioni seguono la sconfitta dell'Italia contro la Bosnia ed Erzegovina la scorsa settimana, che ha confermato l'assenza degli Azzurri dal Mondiale 2026. Questo è il terzo Mondiale consecutivo che l'Italia non riesce a raggiungere, un minimo storico per la quattro volte campione del mondo. Nelle ore immediatamente successive, Gravina ha affrontato critiche per commenti percepiti come sprezzanti verso altri sport, che il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha suggerito sperare fossero solo un "calo di lucidità".
Durante l'incontro, Gravina ha espresso rammarico per l'interpretazione di quelle dichiarazioni, affermando che non intendevano essere offensive ma evidenziare diversi quadri normativi. La discussione più ampia si è concentrata su problemi sistemici, con Umberto Calcagno, presidente dell'associazione giocatori, che ha evidenziato la cronica carenza di minutaggio per i calciatori italiani nei campionati domestici come problema fondamentale da affrontare.
Inizia ora la ricerca di un nuovo presidente, con potenziali candidati che includono il presidente della Serie C, Matteo Marani, l'ex presidente della FIGC, Giancarlo Abete, e il presidente del CONI, Giovanni Malagò. L'obiettivo sarà presentare un programma chiaro di riforme. Anche il futuro della panchina della nazionale è incerto, con il CT dell'Under-21, Silvio Baldini, probabile scelta ad interim per le amichevoli di giugno, mentre l'ex commissario tecnico Antonio Conte è stato suggerito da alcuni commentatori come candidato a lungo termine per la ricostruzione.
La crisi è sottolineata dai dati allarmanti del CIES Football Observatory, che mostrano come la Serie A sia ultima tra le top five leghe europee per tempo di gioco effettivo e velocità del pallone, mentre i calciatori formati in Italia ricevono una quota di minuti significativamente inferiore rispetto ai loro omologhi in Spagna, Germania, Inghilterra e Francia.


