
Giovanni Malagò in pole position per la presidenza della FIGC
Giovanni Malagò, ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), è emerso come il principale candidato per succedere a Gabriele Gravina alla guida della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Le elezioni si terranno il 22 giugno, in seguito alle dimissioni del precedente presidente. Secondo quanto riportato dalla stampa italiana, le candidature dovranno essere presentate entro il 13 maggio, richiedendo il sostegno di almeno un componente della federazione o di 138 delegati.
Malagò, che di recente ha supervisionato la riuscita candidatura di Milano-Cortina 2026 per le Olimpiadi Invernali, è considerato il candidato preferito dei principali club di Serie A. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha già pubblicamente fatto trapelare il suo nome, un intervento pre-elettorale insolito. Fonti indicano che i club della lega avrebbero dovuto tenere una videoconferenza per discutere la questione, poi rinviata a un'assemblea ad aprile. Mentre l'Inter, ad esempio, sembra favorire Malagò, l'amministratore delegato del club, Giuseppe Marotta, è anch'esso visto come un candidato naturale per i suoi meriti sportivi, sebbene il suo momento sia considerato ancora futuro.
Il percorso per Malagò non è privo di ostacoli significativi. Il suo rapporto con il Ministro dello Sport italiano, Andrea Abodi, è descritto come notevolmente raffreddato negli ultimi anni, diventando un fattore di incertezza nella corsa. Gli addetti ai lavori della FIGC in Via Rosellini hanno anche ricordi contrastanti del precedente incarico di Malagò come commissario straordinario della federazione. Un'altra figura con la statura per competere è Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti (LND) ed ex presidente della FIGC. Interrogato su una possibile candidatura, Abete ha recentemente affermato che si tratta di "un problema che non mi pongo".
Abete potrebbe ottenere un sostegno significativo dalla vasta base elettorale della Serie D e dai componenti fedeli a Gravina, che è stato rieletto pochi mesi fa con il 98,68% dei voti. Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori, ha dichiarato che "nessuno era d'accordo con le dimissioni". Tuttavia, una presidenza Abete potrebbe essere vista come un'eccessiva continuità con il precedente regime e manca del chiaro sostegno dei club più potenti della Serie A. Il Ministro Abodi ha anche espresso una preferenza per un periodo di gestione amministrativa, affermando che la situazione richiede "un tempo operativo" e auspicando condizioni che consentano una commissariamento, anche se tale mossa non è attualmente considerata probabile.
Altri potenziali candidati rimangono in periferia. Matteo Marani, il rispettato presidente della Lega Pro (Serie C), ha molti ammiratori, ma si ritiene che sia concentrato sul suo ruolo attuale. La leggenda del calcio italiano Gianni Rivera si è proposto, mentre i nomi di altre ex stelle come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero sono considerati possibilità remote. Le elezioni arrivano in un momento critico per il calcio italiano, dopo il mancato accesso della nazionale ai Mondiali del 2022, aggiungendo ulteriore importanza alla contesa per la leadership.



