
Hakimi riflette su un primo anno difficile al PSG dopo l'addio all'Inter
Achraf Hakimi ha rivelato che la sua prima stagione al Paris Saint-Germain, dopo il suo trasferimento per 60 milioni di euro dall'Inter nel 2021, è stata "molto difficile". Il difensore marocchino ha affermato di aver faticato ad adattarsi a un ruolo meno influente in un attacco pieno di stelle, contrapponendolo alla sua importanza all'Inter. Ha ammesso di essersi sentito inizialmente come un "piccolo giocatore" prima di stabilizzarsi alla fine nel club francese.
Achraf Hakimi si è aperto riguardo alla difficile transizione che ha affrontato dopo aver lasciato l'Inter per il Paris Saint-Germain nell'estate del 2021. Il nazionale marocchino, che si è unito ai campioni francesi per una cifra stimata di 60 milioni di euro, ha descritto la sua prima stagione a Parigi come un periodo di significativo adattamento professionale e personale.
In un'intervista apparsa su The Bridge, Hakimi ha confrontato il suo ruolo influente all'Inter con la realtà che ha trovato al Parc des Princes. "Il mio primo anno a Parigi è stato molto difficile", ha dichiarato Hakimi. "Venivo dall'Inter e dal Borussia Dortmund, ero un terzino diverso, uno che attaccava, che segnava, la squadra giocava con me, ero importante per la squadra".
Il difensore ha suggerito che la preesistente gerarchia offensiva del PSG, costruita attorno a stelle come Kylian Mbappé e Neymar, richiedeva un cambiamento di stile nel suo gioco. La situazione si è evoluta ulteriormente con il sensazionale arrivo di Lionel Messi poco dopo il trasferimento di Hakimi. Secondo Hakimi, l'ingaggio di Messi ha alterato il progetto e lo stile di gioco del club in un modo che inizialmente ha limitato il suo impatto. "Giocavamo in modo diverso, e non mi stavo divertendo, non stavo facendo le cose che mi piacevano, come attaccare ed essere importante. Mi sentivo come un piccolo giocatore", ha spiegato.
Questa forma in club contrastava nettamente con le sue prestazioni con la nazionale marocchina, dove è rimasto una figura chiave. La disparità ha portato a critiche da parte di alcuni settori dei tifosi e dei media del PSG. Hakimi ha ricordato che le persone si chiedevano perché non potesse replicare le sue prestazioni internazionali a livello di club, un confronto che, a suo avviso, trascurava le differenze fondamentali nella disposizione tattica e nella responsabilità tra le due squadre.
Il trasferimento di Hakimi al PSG è arrivato dopo una brillante campagna in Serie A con l'Inter, dove le sue incursioni dalla fascia destra erano una pietra miliare del sistema di Antonio Conte. La sua cessione è stata un'operazione importante per l'Inter, spinta dalle ben documentate pressioni finanziarie del club all'epoca. Per il PSG, l'acquisizione ha rappresentato un importante investimento in un terzino giovane e di livello mondiale per rinforzare la difesa.
Da quelle prime difficoltà, Hakimi si è affermato come un componente chiave della rosa del PSG, vincendo diversi titoli di Ligue 1 e adattandosi a vari approcci di gestione. Le sue riflessioni offrono uno sguardo sincero sul processo spesso complesso di integrazione in una squadra piena di superstar globali, dove i ruoli individuali devono essere ricalibrati per il collettivo. L'intervista sottolinea come un trasferimento di alto profilo, anche per un giocatore del suo calibro, non garantisca un successo personale immediato.



