
Il presidente del Saint-Étienne, Ivan Gazidis, difende i gruppi ultras a rischio di scioglimento
Il presidente dell'AS Saint-Étienne, Ivan Gazidis, ha difeso pubblicamente i due principali gruppi ultras del club, i Magic Fans e i Green Angels, che si trovano ad affrontare una rinnovata minaccia di scioglimento da parte dello Stato francese. In un editoriale pubblicato sul quotidiano regionale Le Progrès, Gazidis ha sostenuto che lo scioglimento dei gruppi di tifosi organizzati non risolverebbe i problemi di fondo legati alla violenza negli stadi.
I due gruppi sono stati convocati davanti alla Commissione Nazionale per la Prevenzione della Violenza negli Eventi Sportivi il 13 aprile. Questo ente statale ha il potere di ordinare lo scioglimento dei gruppi di tifosi. Secondo Gazidis, la procedura deriva da tre episodi distinti che hanno visto coinvolti i gruppi stessi. Si tratta di presunte scontri tra tifosi nel settore ospiti a Troyes l'8 novembre, di scontri con la polizia a Dunkerque il 6 dicembre e di una rissa con i tifosi del Grenoble prima di una partita del 14 marzo.
Gazidis, citando la Lega Calcio Professionistica francese (LFP), ha sottolineato come le misure di sicurezza nello stadio del Saint-Étienne siano tra le più efficaci del paese. Ha messo in discussione la logica dello scioglimento proposto, chiedendosi se smantellare due gruppi identificati e impegnati in un dialogo continuo sia la risposta più utile e coerente. Il presidente ha avvertito che lo scioglimento di gruppi strutturati rischia di spostare le tensioni in spazi meno visibili e meno regolamentati, che sarebbero più difficili da gestire per tutte le autorità.
Il presidente del club non è solo nella sua opposizione. Secondo un comunicato congiunto riportato da AFP, il nuovo sindaco socialista di Saint-Étienne, Régis Juanico, e il deputato PS per la regione della Loira, Pierrick Courbon, hanno espresso anch'essi la loro opposizione allo scioglimento mercoledì. Questo sostegno politico sottolinea la delicatezza della questione in una città dove la cultura dei tifosi è profondamente radicata nell'identità del club.
Non è la prima volta che i gruppi si trovano ad affrontare questa minaccia; avevano evitato lo scioglimento in seguito a una procedura simile l'anno scorso. Il contesto si inserisce in un più ampio dibattito nazionale sulla sicurezza negli stadi e sulla violenza dei tifosi in Francia. Recenti casi di alto profilo, tra cui l'omicidio nel 2022 dell'ex giocatore di rugby Federico Aramburu a Parigi da parte di un militante di estrema destra, hanno mantenuto la questione al centro dell'attenzione politica, sebbene questo episodio non fosse direttamente collegato ai tifosi di calcio.
L'esito dell'udienza del 13 aprile potrebbe avere implicazioni significative per l'atmosfera durante le partite allo Stade Geoffroy-Guichard, noto per il suo tifo appassionato. Per ora, l'intervento pubblico di Gazidis rappresenta una posizione ferma da parte della dirigenza del club, che sostiene il dialogo e un coinvolgimento gestito piuttosto che una proibizione totale, nel tentativo di proteggere una parte fondamentale del suo patrimonio affrontando al contempo le preoccupazioni per la sicurezza.



