
Il veterano allenatore Paolo Indiani riflette sul dodicesimo successo e la crescita dei giovani
Paolo Indiani ha ottenuto il suo dodicesimo successo in carriera come allenatore, portando il Grosseto alla vittoria del campionato di Serie D e alla conquista di un posto in Serie C per la prossima stagione. Il tecnico toscano di 66 anni ha raggiunto questo traguardo nel fine settimana appena concluso, aggiungendo un altro capitolo a una straordinaria serie di quattro promozioni in quattro anni con quattro club diversi: San Donato Tavarnelle, Arezzo, Livorno e ora Grosseto.
In un'intervista rilasciata dopo il trionfo, Indiani ha espresso un particolare affetto per la sua prima promozione con il piccolo San Donato Tavarnelle, definendola una "storia incredibile". Ha spiegato la sua decisione di unirsi al Grosseto la scorsa estate, citando il progetto presentato dal direttore sportivo Andrea Vetrini, con cui aveva già lavorato al Follonica Gavorrano, e la promessa di totale autonomia nel suo lavoro. "Hanno saputo cercarmi nel modo giusto", ha affermato Indiani.
Avendo iniziato la sua carriera da allenatore nel 1982, Indiani ha lavorato con numerosi giocatori che in seguito hanno raggiunto una grande fama. Ha ricordato i primi incontri con il futuro campione del mondo Andrea Barzagli al Rondinella, sottolineando la sua intelligenza, e con un giovane Massimo Coda al Crotone. Ha allenato anche l'attuale allenatore del Lecce, Marco Baroni, descrivendolo come un giocatore di "rara intelligenza", e l'ex difensore di Juventus e West Ham, Angelo Ogbonna, che ha elogiato come un rapido apprendista con una fisicità impressionante. La scorsa stagione al Livorno, ha guidato il veterano attaccante Andrea Dionisi, che ha segnato oltre 200 gol in carriera.
La conversazione si è spostata sullo sviluppo giovanile in Italia, un argomento su cui Indiani ha opinioni forti. Ha sostenuto che la mentalità calcistica del paese deve cambiare, allontanandosi dalle istruzioni tattiche precoci e verso il permettere ai bambini di giocare liberamente ed esprimersi. "Dobbiamo tornare a lasciare che i bambini facciano quello che facevamo nei giardini: partite ridotte, incentivi al dribbling, esercizi di passaggio", ha dichiarato. "Zero schemi: dobbiamo solo lasciarli divertire". Ha citato Lamine Yamal del Barcellona come esempio, suggerendo che un sedicenne con un talento simile in Italia sarebbe tenuto indietro in una squadra giovanile per sviluppare fisicamente piuttosto che essere affidato alla prima squadra.
Riguardo al suo futuro, Indiani ha confermato di avere un contratto con il Grosseto ed è aperto a guidarli in Serie C, un livello che lo affascina e allo stesso tempo lo mette in difficoltà. Ha notato l'aumento della pressione e l'introduzione del VAR nella terza divisione, osservando che una recente partita chiave tra Arezzo e Ascoli potrebbe essere finita in modo diverso in Serie D. L'allenatore ha citato Arrigo Sacchi come un'influenza fondamentale per la sua generazione, rivoluzionando il calcio italiano.
Nativo di Certaldo, Indiani scambia occasionalmente messaggi con il concittadino e allenatore della nazionale italiana, Luciano Spalletti. Ha scherzato su una tradizione di Spalletti di offrire una cena alla Pizzeria Maroni al suo gruppo di amici allenatori, per lo più a livello amatoriale, se ottiene successo, un gesto che Indiani ha descritto come generoso. Con la sua ultima promozione, l'attenzione immediata di Indiani è rivolta alla preparazione del Grosseto per le sfide professionali della Serie C, continuando una carriera decennale costruita su una chiara filosofia di duro lavoro e gestione degli uomini.



