
Indagine per frode sportiva sul capo degli arbitri italiani Rocchi
Gianluca Rocchi, responsabile della designazione degli arbitri in Italia, è stato formalmente indagato per presunta frode sportiva e si è immediatamente auto-sospeso dal suo incarico. La notifica dell'indagine è stata recapitata a Rocchi nella mattinata del 25 aprile 2026 e, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa italiana AGI, è previsto un interrogatorio da parte della Procura di Milano il 30 aprile.
Rocchi, responsabile della nomina di arbitri e ufficiali VAR per le partite di Serie A e Serie B, ha confermato l'indagine tramite una dichiarazione all'ANSA. Si è dichiarato innocente e ha affermato che si difenderà per smantellare le accuse. “Sono sicuro di aver sempre agito correttamente e ho piena fiducia nella magistratura”, ha dichiarato Rocchi. Ha aggiunto che, in accordo con l'Associazione Italiana Arbitri (AIA), ha deciso di auto-sospendersi per consentire al gruppo arbitrale di operare in serenità durante il processo giudiziario.
L'indagine, condotta dal procuratore Maurizio Ascione, si concentra su presunte interferenze nelle operazioni VAR durante le stagioni 2023-24 e 2024-25. Secondo le accuse riportate dai media italiani, le contestazioni si concentrano su tre episodi specifici. Il primo riguarda la presunta orchestrazione della nomina dell'arbitro per Bologna-Inter del 20 aprile 2025. Il secondo accusa Rocchi di aver manipolato la designazione per una semifinale di Coppa Italia per influenzare chi avrebbe potuto arbitrare la finale. La terza e più rilevante accusa riguarda la partita Udinese-Parma del 1° marzo 2025.
In quella partita, un video diffuso dall'AGI sembra mostrare l'ufficiale VAR Luigi Paterna voltarsi per parlare attraverso il vetro trasparente della sala VAR a Lissone con qualcuno all'esterno, prima che l'arbitro Marco Maresca fosse chiamato al monitor per una revisione in campo, portando all'assegnazione di un rigore. La denuncia sportiva originale è stata presentata a maggio 2025 dall'ex assistente arbitrale Domenico Rocca, il quale ha sostenuto che Rocchi avesse bussato al vetro per attirare l'attenzione degli ufficiali VAR. Tale denuncia sportiva era stata precedentemente archiviata, ma la questione è stata ora riaperta a livello penale.
L'avvocato di Rocchi, Antonio D'Avirro, ha dichiarato all'ANSA che il suo cliente contesta le accuse ma ha bisogno di tempo per studiare i fascicoli del caso. L'AIA aveva precedentemente risposto alle accuse iniziali inviando ispettori federali a Lissone per garantire che non vi fossero interferenze esterne durante le partite. L'indagine getta un'ombra sull'integrità del sistema VAR italiano e della sua gestione, in un momento in cui l'applicazione della tecnologia è già sotto stretta sorveglianza. Il caso prosegue mentre la procura si prepara all'interrogatorio formale.



