José Mourinho ha descritto il suo periodo all'AS Roma come il "più bello" della sua carriera, offrendo al contempo una critica puntuale alla gestione calcistica moderna, secondo un'intervista pubblicata dal quotidiano italiano Il Giornale. L'allenatore portoghese, esonerato dai Giallorossi a gennaio, ha parlato apertamente del suo legame con il club e i suoi tifosi, commentando anche la lotta per lo scudetto e la situazione della nazionale italiana.
Mourinho, che ha guidato la Roma alla vittoria della UEFA Europa Conference League nel 2022, ha affermato che l'atmosfera che circondava il club era senza pari nella sua esperienza. "Non ho mai provato un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio", ha detto Mourinho, riferendosi ai continui sold-out allo Stadio Olimpico. Ha difeso specificamente la tifoseria della Roma dalle critiche, affermando: "Nessuno dovrebbe biasimare i tifosi della Roma se la squadra non vince. I tifosi giallo-rossi sono quelli che aiutano la squadra; nessuno dovrebbe toccarli". La sua partenza a gennaio, a seguito di un periodo di risultati altalenanti, ha posto fine a un regno di due anni e mezzo.
Il 61enne ha affrontato anche l'imminente vittoria dello scudetto dell'Inter Milano, guidata dal suo ex giocatore Cristian Chivu. Mourinho ha espresso piacere per Chivu, ma ha ammesso di essere sorpreso dal suo percorso professionale. "Quando lo allenavo non avrei mai pensato che potesse diventare un allenatore", ha detto Mourinho. "Non sembrava predestinato. È stato intelligente, ha studiato e ha fatto il suo apprendistato". Ha usato l'esempio per criticare una tendenza nella gestione, aggiungendo: "Molti oggi vanno in panchina perché sanno vendersi bene". Mourinho ha anche respinto la moderna enfasi sulla filosofia di gioco rispetto ai risultati, definendola "la più grande bugia del calcio".
Per quanto riguarda la nazionale italiana, che non si è qualificata per i Mondiali del 2022 e mancherà agli Europei del 2024, Mourinho ha sconsigliato l'assunzione di un allenatore straniero. "Non avete bisogno di un allenatore straniero", ha affermato, suggerendo invece che l'Italia dovrebbe cercare opzioni nazionali come Massimiliano Allegri o Antonio Conte. Ha sostenuto una revisione sistemica, indicando lo sviluppo giovanile del Portogallo come modello. "L'Italia deve ripensare tutto dalle fondamenta", ha detto, sostenendo il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò, come figura che potrebbe innescare il cambiamento.
Guardando ai Mondiali del 2026 in Nord America, Mourinho ha suggerito che potrebbe seguire il torneo solo dalle semifinali in poi. "Sto pensando di prendermi una vacanza fino alle semifinali", ha detto, affermando che molte squadre partecipanti sono lì solo "per perdere" e che la vera competizione inizia nelle fasi successive. Ha indicato Portogallo, Brasile sotto Carlo Ancelotti, Argentina e Francia come i principali contendenti, sottolineando al contempo il potenziale perenne dell'Inghilterra. Mourinho ha concluso accennando scherzosamente a un'ambizione futura, affermando che il suo prossimo obiettivo è "portare il Benfica in Champions League", senza elaborare su un potenziale ritorno alla gestione in Portogallo.



