José Mourinho ha descritto il suo periodo all'AS Roma come "il posto più bello" in cui abbia mai lavorato nella sua carriera, in una schietta intervista al quotidiano italiano Il Giornale. L'ex allenatore, esonerato dal club di Serie A a gennaio, ha espresso anche le sue opinioni sul calcio italiano, sulla nazionale e sul suo ex giocatore Cristian Chivu, ora a un passo dal conquistare lo scudetto con l'Inter come membro dello staff tecnico.
Mourinho, che ha guidato la Roma alla vittoria della UEFA Europa Conference League nel 2022, ha citato l'incredibile atmosfera e il sostegno incondizionato dei tifosi come elementi distintivi della sua gestione. "Non ho mai sentito un ambiente così incredibile attorno a una squadra di calcio", ha affermato Mourinho, secondo quanto riportato nell'intervista. Ha difeso con forza i tifosi della Roma, dichiarando: "Nessuno dovrebbe incolpare i tifosi della Roma dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno deve toccarli".
Quando gli è stato chiesto della situazione attuale della Roma sotto la guida del suo successore, Daniele De Rossi, Mourinho ha declinato di commentare nel dettaglio, affermando semplicemente: "La mia Roma è finita". Ha però rivisitato i suoi frequenti scontri con la direzione arbitrale durante il suo periodo in Italia, precisando che la sua battaglia era "contro il sistema, non contro gli arbitri". Ha suggerito che il calcio italiano non è particolarmente problematico, ma è periodicamente soggetto a indagini e ripuliture.
L'allenatore portoghese ha commentato anche il successo del suo ex giocatore dell'Inter, Cristian Chivu, che fa parte dello staff tecnico di Simone Inzaghi al club leader della Serie A. "Sono felice per Chivu che l'Inter possa vincere lo scudetto, anche se quando lo allenavo non avrei mai pensato che potesse diventare un allenatore", ha detto Mourinho. Ha elogiato il percorso di Chivu, sottolineando che "ha studiato e ha fatto il suo apprendistato" invece di essere acclamato, e ha criticato una tendenza moderna in cui alcuni vengono assunti perché "sanno vendersi bene".
Sul tema della nazionale italiana, Mourinho ha scartato l'idea di un allenatore straniero alla guida. "Non vi serve un allenatore straniero, non potete avere Ancelotti, ok. Ma avete Allegri, Conte e potrei nominarne altri cinque o sei", ha affermato. Ha esortato l'Italia a ripensare le sue fondamenta calcistiche, elogiando l'organizzazione dei tornei giovanili in paesi come il Portogallo come modello. Ha anche suggerito che Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, potrebbe essere una figura per guidare il cambiamento.
Guardando alla Copa America di quest'estate e ai Mondiali del 2026, Mourinho ha detto che vorrebbe che il Portogallo vincesse, ma ha evidenziato la minaccia del Brasile di Carlo Ancelotti. Ha descritto l'Argentina come una "squadra vera, unita, compatta" e ha notato la profondità della Francia. Sui Mondiali, ha scherzato dicendo che potrebbe prendersi una vacanza fino ai quarti di finale, suggerendo che molte squadre partecipano "solo per perdere" e che la vera competizione inizia alla fase delle ultime otto. Mourinho ha concluso affermando che il suo obiettivo immediato è qualificare il Benfica per la Champions League, un club con cui è stato fortemente collegato negli ultimi mesi.




