
La Disputa sulla Finale di Coppa d'Africa Senegal-Marocco Finisce al TAS
Il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) è pronto a giudicare una controversia di alto livello tra le federazioni calcistiche senegalese e marocchina, con in palio il titolo della Coppa d'Africa delle Nazioni 2025. Il caso, nato dalla controversa finale della Coppa d'Africa 2025, ha preso una nuova piega con l'emergere di rapporti chiave sulla partita. Secondo un rapporto di Le Monde, che ha esaminato cinque rapporti ufficiali della finale, la Federazione calcistica marocchina (FRMF) non ha formalmente contestato la decisione dell'arbitro di riavviare la partita dopo che la squadra senegalese ha temporaneamente abbandonato il campo.
Questo dettaglio è centrale per l'appello presentato dalla Federazione calcistica senegalese (FSF) al TAS. La FSF contesta una decisione della Confederazione calcistica africana (CAF), che ha assegnato la partita, e quindi il titolo della Coppa d'Africa, al Marocco dopo che la finale è stata abbandonata. La squadra senegalese aveva lasciato il campo in segno di protesta contro una decisione arbitrale, e la partita è stata successivamente abbandonata. La CAF ha poi dichiarato il Marocco vincitore per 3-0 e campione.
La Commissione Disciplinare della CAF ha difeso l'arbitro, Jean-Jacques Ngambo Ndala, affermando in un documento che ha fatto una "lettura e interpretazione letterale" dei regolamenti della competizione. La CAF sostiene che le regole non stabiliscono esplicitamente che una partita debba essere definitivamente abbandonata per applicare una sconfitta per abbandono. L'organo di governo sostiene che l'arbitro, in quanto "massima autorità" in campo, ha agito nei limiti delle sue competenze consentendo la ripresa e la conclusione della partita dopo l'uscita della squadra senegalese.
L'appello del Marocco alla CAF, presentato il 19 febbraio, sosteneva che un precedente che consentisse a una squadra di lasciare il campo e poi tornare creerebbe un "precedente pericoloso e sfortunato per l'integrità del calcio africano e internazionale". Hanno avvertito che ciò potrebbe incoraggiare le squadre a utilizzare uscite temporanee come strumento tattico o di pressione. A seguito dell'appello del Marocco, la CAF ha ufficialmente confermato il Marocco come campione. La federazione senegalese ha poi portato la questione al TAS, la massima autorità legale nello sport internazionale.
Il fulcro del caso del Senegal, come rivelato dai rapporti ufficiali della partita, è che il Marocco non ha sollevato alcuna protesta formale quando l'arbitro ha deciso di riavviare il gioco con solo la squadra marocchina in campo. Questo, sostiene la FSF, mina il successivo appello del Marocco e la decisione finale della CAF. Il TAS è ora incaricato di districare l'incidente, con la legittimità del titolo della Coppa d'Africa delle Nazioni 2025 in gioco. Una sentenza a favore del Senegal potrebbe comportare la restituzione del titolo e del trofeo, mentre una sentenza a favore del Marocco confermerebbe il suo campionato.
L'esito avrà significative ripercussioni, stabilendo un precedente legale e sportivo su come incidenti simili vengono gestiti nel calcio. L'interpretazione da parte del collegio del TAS dei rapporti della partita, dell'autorità dell'arbitro e dell'applicazione delle regole di sconfitta per abbandono determinerà la destinazione finale del trofeo della Coppa d'Africa delle Nazioni 2025.


