
Le Difficoltà di Tottenham e Chelsea Mettono in Discussione la Gerarchia della Premier League
Tottenham Hotspur e Chelsea stanno affrontando stagioni di prestazioni insufficienti, sollevando interrogativi sulla solidità del cosiddetto 'Big Six' in Premier League. Secondo un'analisi dell'attuale campionato, il Tottenham, finalista di Champions League nel 2019, si trova al 18° posto in classifica, mentre il Chelsea è settimo, entrambi i club avendo già cambiato allenatore tre volte in questa stagione.
Le difficoltà di questi due colossi, insieme alle recenti incoerenze del Manchester United, mettono in discussione l'idea che l'élite del campionato sia immune al declino. La situazione evoca ricordi di altre cadute significative, come la retrocessione del Leicester City in League One dopo aver vinto il titolo nel 2016, e serve a ricordare che il calcio è intrinsecamente imprevedibile.
Storicamente, la Premier League è stata dominata da un piccolo gruppo di club. Negli ultimi 30 anni, solo sei squadre diverse hanno vinto il titolo: Manchester City, Manchester United, Chelsea, Liverpool, Arsenal e Leicester. Questa concentrazione di successi è supportata da un modello finanziario che favorisce notevolmente l'élite consolidata. Un'analisi di Swiss Ramble indica che il divario di entrate tra il Big Six e il resto della lega è raddoppiato nell'ultimo decennio, in particolare per quanto riguarda le entrate commerciali.
Questa forza finanziaria fornisce un importante cuscinetto. Ad esempio, il Manchester United ha registrato ricavi record di 666,5 milioni di sterline nella stagione 2024-25 nonostante un 15° posto in classifica. La partecipazione regolare alla Champions League, in gran parte controllata dagli stessi sei club, consolida ulteriormente questo vantaggio, garantendo sia entrate che visibilità globale.
Tuttavia, le attuali difficoltà di Chelsea e Tottenham, attribuite dagli osservatori a errori nel reclutamento e all'instabilità istituzionale, dimostrano che i vantaggi strutturali non sono una garanzia assoluta contro il declino sportivo. Le loro difficoltà sono coincise con l'ascesa di una nuova ondata di sfidanti, tra cui club storici come Newcastle United e Aston Villa, e operazioni moderne basate sui dati come Brighton e Brentford.
Questi club sono riusciti a ridurre il divario di punti tra il quarto e il decimo posto, suggerendo un campionato di metà classifica più competitivo. Inoltre, la distribuzione relativamente equa dei diritti televisivi della Premier League, dove il club in testa guadagna solo 1,6 volte più dell'ultimo, fornisce un campo di gioco finanziario più livellato rispetto a molte leghe europee.
Il futuro immediato per Tottenham e Chelsea prevede di risalire la classifica, un processo che metterà alla prova la loro resilienza operativa. Per la lega nel suo complesso, le loro difficoltà segnalano che, sebbene la forza finanziaria del Big Six crei un livello minimo elevato, non garantisce un livello massimo elevato ogni stagione, consentendo spazio a progetti ambiziosi per sfidare l'ordine stabilito.



