
Luciano Spalletti si apre sulla sua destituzione dalla Nazionale italiana prima del passaggio alla Juventus
Luciano Spalletti ha parlato pubblicamente per la prima volta del profondo impatto personale del suo esonero dalla panchina della Nazionale italiana, mentre si prepara a guidare la Juventus. Il 65enne è stato sollevato dall'incarico nel giugno 2025 in seguito alla sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, una decisione che ha descritto come lo abbia lasciato quasi paralizzato dalla delusione.
In un'intervista a Sky Sport Italia, Spalletti ha riflettuto sulla dolorosa natura della sua uscita e ha espresso la sua solidarietà al suo successore, Gennaro Gattuso, anch'egli esonerato di recente dopo non esser riuscito a qualificarsi per i Mondiali 2026. "Ho sofferto così tanto per quell'esonero che sono rimasto quasi paralizzato", ha detto Spalletti. "Ero incapace di parlare di calcio in quel momento, ero ipnotizzato dalla delusione". Ha suggerito che la reazione avrebbe potuto essere diversa se Moise Kean avesse segnato un potenziale secondo gol in un cruciale playoff contro la Bosnia, un momento che avrebbe potuto alterare completamente la narrazione.
Spalletti, che nel frattempo ha accettato di tornare ad allenare un club, la Juventus, ha sfruttato l'occasione per proporre una soluzione radicale per affrontare la ben documentata carenza di giovani talenti in Italia. Ha suggerito una regola che obblighi tutte le squadre di Serie A ad avere un giocatore di età inferiore ai 19 anni in campo in ogni momento durante le partite. "Questo obbligherebbe ogni squadra ad avere a disposizione quattro giocatori di questo tipo", ha spiegato. "Questo significa 80 giovani giocatori da accompagnare e aiutare a diventare più forti". La proposta sottolinea la sua costante preoccupazione per lo sviluppo giovanile, un tema che si prevede porterà nel suo nuovo ruolo a Torino.
Il passaggio alla Juventus segna un rapido ritorno in panchina per l'esperto allenatore e un ritorno in uno dei club più prestigiosi d'Italia. La sua nomina arriva con la Juventus alla ricerca di stabilità e di un progetto sportivo chiaro dopo diverse stagioni di transizione sia dentro che fuori dal campo. Il curriculum di Spalletti, costruito su periodi di successo alla Roma, all'Inter e al Napoli, dove ha vinto lo scudetto, lo ha reso un candidato di primo piano per la posizione vacante.
I suoi commenti rivelano il perdurante costo emotivo dell'esperienza in Nazionale, un ruolo ricoperto per meno di un anno, e sottolineano l'intensa pressione che circonda il fallimento della squadra nazionale nel raggiungere un secondo Mondiale consecutivo. Per la Juventus, stanno acquisendo un allenatore con una visione chiara per un cambiamento sistemico nel calcio italiano, anche se la sua attenzione immediata sarà rivolta a rilanciare le sorti della 'Vecchia Signora' in Serie A e in Europa. Il suo mandato all'Allianz Stadium sarà seguito da vicino come indicatore del fatto che le sue idee possano tradursi in successo a livello di club dopo una dolorosa esperienza internazionale.



