
Paratici Riflette sull'Impatto di Ronaldo e sulla Lotta per la Salvezza della Fiorentina
Fabio Paratici, direttore sportivo della Fiorentina, ha suggerito che la fenomenale capacità realizzativa di Cristiano Ronaldo alla Juventus abbia involontariamente creato un problema di compiacenza all'interno della squadra. In una lunga intervista alla Gazzetta della Sera, Paratici ha discusso della sua attuale missione di garantire la salvezza in Serie A per la Fiorentina e ha riflettuto sul suo passato, incluso l'ingaggio di alto profilo di Ronaldo alla Juventus nel 2018.
Paratici, che ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo della Juventus durante quel periodo, ha spiegato la catena di eventi che ha portato al licenziamento dell'allenatore Massimiliano Allegri nel 2019, un anno dopo l'arrivo di Ronaldo. “Ronaldo? Il problema era che segnando un gol a partita rendeva la vita troppo facile ai suoi compagni di squadra, che avevano già vinto molto”, ha dichiarato Paratici. “Ecco perché abbiamo cambiato allenatore, per provare a dare una ‘scossa’”. La stella portoghese ha segnato 101 gol in 134 presenze con la Juventus, ma il club non è riuscito a superare i quarti di finale di Champions League durante i suoi tre anni.
Il direttore è ora completamente concentrato sul suo ruolo alla Fiorentina, dove ammette che l'obiettivo immediato è molto lontano dalla lotta per il titolo. “Ho detto ai giocatori che in campionato, date le circostanze di quest'anno, è necessario soffrire”, ha detto, sottolineando la battaglia per evitare la retrocessione. Ha tuttavia espresso ottimismo sulle infrastrutture a lungo termine del club, paragonando il complesso di allenamento Viola Park a quello del Real Madrid, e ha confermato i piani per istituire una squadra Under-23.
Riguardo al mercato dei trasferimenti, Paratici ha rivelato il desiderio di trattenere l'attaccante Moise Kean, che ha una clausola rescissoria significativa, e ha elogiato il centrocampista della Juventus Nicolo Fagioli, definendolo “un centrocampista di livello Barcellona che gioca in Italia”. I suoi commenti arrivano in un periodo di ricostruzione per la Fiorentina, che si trova pericolosamente vicina alla zona retrocessione.
Paratici ha anche toccato i suoi ben documentati problemi legali, riferendosi al caso delle ‘plusvalenze’ che ha comportato un'iniziale squalifica dal calcio italiano. “Una volta chiuso il processo penale, ho ricominciato a vivere”, ha detto. Ha inoltre respinto qualsiasi tensione persistente con il suo ex mentore, l'amministratore delegato dell'Inter Beppe Marotta, notando che Marotta gli ha persino insegnato come vestirsi in modo professionale quando si è trasferito per la prima volta in un ruolo dirigenziale alla Sampdoria.
Ha anche chiarito le circostanze del suo fallito trasferimento al Milan prima di unirsi alla Fiorentina, affermando che un accordo era stato completamente raggiunto prima di collassare, ma nega qualsiasi interferenza da parte di Marotta. Il futuro immediato di Paratici rimane legato a portare la Fiorentina in salvo, in netto contrasto con le ambizioni di Champions League che hanno definito il suo periodo con Ronaldo alla Juventus.



