
Potenziale fallimento del Ternana rischia di sconvolgere la corsa alla promozione in Serie C
Il futuro del Ternana Calcio, club di Serie C, è appeso a un filo, con la potenziale liquidazione della società che minaccia di causare gravi disagi alla classifica di promozione e retrocessione del campionato. Secondo quanto riportato dalla stampa italiana, il club ha presentato istanza di liquidazione volontaria, una mossa che potrebbe portare alla cessazione immediata delle attività con solo due partite di campionato da disputare. I funzionari della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e della Lega Pro stanno cercando di mediare una soluzione per evitare un'uscita catastrofica.
La crisi deriva da una decisione della proprietà del club, guidata dalla famiglia Rizzo, di abbandonare il progetto. La famiglia era stata attratta da un più ampio piano di sviluppo che prevedeva una clinica collegata allo stadio, ma sono sorte complicazioni. In una dichiarazione, hanno indicato che l'iniziativa non era più praticabile e hanno scelto di porre fine al loro coinvolgimento nel club di calcio. Ciò segue un periodo di instabilità sotto precedenti proprietari, incluso l'ex proprietario e sindaco locale Stefano Bandecchi.
Un'udienza chiave lunedì determinerà se il club procederà con la liquidazione volontaria o sarà costretto alla liquidazione giudiziale tramite procedure fallimentari. La distinzione è fondamentale per l'integrità del Girone B della Serie C. Ai sensi del codice civile italiano, la liquidazione volontaria impone la cessazione immediata di ogni attività commerciale. Ciò significherebbe che il Ternana, che è sul punto di qualificarsi per i playoff di promozione, non sarebbe in grado di completare le sue partite. Al contrario, un fallimento giudiziale potrebbe consentire operazioni provvisorie, consentendo alla squadra di concludere la stagione.
Le conseguenze sportive di una scomparsa immediata sarebbero gravi e richiederebbero una ricalcolazione della classifica, con tutti i risultati che coinvolgono il Ternana annullati. Ciò altererebbe drasticamente il panorama competitivo in una fase critica. In particolare, l'emozionante corsa al titolo tra Arezzo e Ascoli, attualmente a pari punti, sarebbe decisa in modo definitivo. Con i risultati del Ternana rimossi, l'Arezzo avrebbe un vantaggio di cinque punti, assicurandosi virtualmente la promozione automatica con un solo punto necessario dalle sue ultime partite.
Inoltre, la battaglia per le posizioni dei playoff e la lotta contro la retrocessione sarebbero gettate nel caos. La rimozione di 19 partite dai record potrebbe portare alla retrocessione di una sola squadra anziché due e potrebbe cancellare del tutto il playoff retrocessione. Un tale scenario penalizzerebbe e premiererebbe ingiustamente i club in base a un errore amministrativo piuttosto che al merito sportivo. Una situazione simile si è verificata all'inizio di questa stagione con il fallimento del Rimini, ma ciò è accaduto con più di metà della stagione rimanente, consentendo alla lega di adattarsi più facilmente.
Le potenziali ripercussioni vanno oltre il Girone B, proiettando un'ombra sull'intera Lega Pro. La lega è stata a lungo vulnerabile a strutture di proprietà fragili e protezioni normative insufficienti. Questo episodio serve come un ulteriore e chiaro promemoria dei rischi sistemici quando i club sono soggetti ai capricci di investitori privati senza solide garanzie. Il danno alla credibilità della lega è significativo, indipendentemente dall'esito di lunedì. Per ora, il destino del Ternana e l'integrità della stagione della Serie C dipendono da una decisione giudiziaria, con un intero campionato in attesa di notizie che ne definiranno il culmine.

