Ralf Rangnick ha declinato un'offerta per diventare il nuovo allenatore del Milan dopo che le sue richieste di un controllo significativo sul club non sono state soddisfatte, secondo quanto riportato dalla stampa italiana. Il tecnico tedesco avrebbe richiesto piena autorità sulla direzione sportiva del Milan, compreso il controllo del centro di allenamento di Milanello e la possibilità di portare un team di assistenti fidati.
Le ambizioni di Rangnick includevano piena autonomia nel processo decisionale, resistendo a qualsiasi interferenza nel suo progetto. Sebbene queste richieste siano state considerate eccessive da alcuni, si comprende che il proprietario del Milan, Gerry Cardinale, si sia inizialmente avvicinato a Rangnick e lo abbia incoraggiato a delineare la sua visione. Tuttavia, questi piani si sono scontrati con l'influenza di Zlatan Ibrahimovic, che funge da consulente senior della proprietà.
Ibrahimovic, pur non ricoprendo una posizione formale all'interno della struttura organizzativa del club, starebbe cercando di avere un ruolo significativo nelle decisioni. Ciò ha portato a speculazioni sul fatto che Ibrahimovic stia spingendo per la nomina di Kirovski, di Milan Futuro, come nuovo direttore sportivo, con l'obiettivo di affrontare la stagnazione attuale nel mercato dei trasferimenti. Kirovski è stato coinvolto in movimenti minori nel mercato, mentre la ricerca di un nuovo allenatore ha assorbito le risorse del club.
La ricerca di un nuovo allenatore è diventata sempre più complessa. Oliver Glasner, che era considerato il favorito per la posizione, starebbe cercando chiarezza dal club mantenendo aperte le sue opzioni con il Feyenoord. Rapporti recenti suggeriscono che il Milan ha anche avuto colloqui con Matthias Jaissle, la cui età si allinea con il profilo di un allenatore più giovane favorito da Cardinale. L'arrivo di Jaissle richiederebbe al Milan di pagare un indennizzo al suo attuale club, l'Al-Ahli, ma questo non è considerato un ostacolo significativo. Rúben Amorim, precedentemente collegato al Manchester United, rimane un candidato potenziale.
Questa situazione evidenzia una lotta di potere all'interno del club, con Ibrahimovic che sembra affermare la sua influenza sulla direzione della squadra. La mancanza di progressi nell'assicurarsi un nuovo allenatore e direttore sportivo solleva interrogativi sulla preparazione del club per la prossima stagione.



