
Sabatini sulla Corsa allo Scudetto dell'Inter, lo Scontro con il Como e la Nazionale Italiana
Il cammino dell'Inter verso il titolo di Serie A affronta una sfida significativa questo fine settimana contro il Como, in un match che potrebbe essere decisivo per la corsa allo Scudetto, secondo l'ex dirigente calcistico italiano Walter Sabatini. In una lunga intervista, Sabatini ha discusso della lotta per il titolo, dello scontro imminente e dello stato della nazionale italiana.
Con un vantaggio significativo in testa alla Serie A, l'Inter è la grande favorita per lo Scudetto. Tuttavia, Sabatini, un dirigente esperto, ha messo in guardia contro celebrazioni premature. Ha riconosciuto che le statistiche e l'aritmetica indicano una vittoria dell'Inter, ma ha sottolineato l'imprevedibilità delle ultime sette partite. "Le partite vanno giocate", ha detto Sabatini, facendo riferimento alla leggendaria stagione 1998/99 in cui la Lazio di Sven-Goran Eriksson ha perso un vantaggio di nove punti. "Non c'è più un avversario garantito che sei sicuro di battere".
La sfida più immediata è la partita di domenica contro il Como, un incontro che Sabatini ha descritto come "il più difficile delle sette rimanenti". L'ha inquadrata come un duello tattico tra Cesc Fabregas, del Como, e l'allenatore dell'Inter, Daniele De Rossi, che ha sostituito Simone Inzaghi all'inizio di questa stagione. Sabatini ha elogiato la forma dell'Inter, attribuendo il merito a Lautaro Martinez come figura chiave, lodando anche l'impatto di Fabregas sullo stile di gioco attraente e rischioso del Como. "Il Como gioca un tipo di calcio che tutti conosciamo, si prendono dei rischi, sfidano il destino e le leggi della fisica", ha notato.
Passando alla nazionale italiana, a Sabatini è stato chiesto della disparità di prestazioni tra i giocatori dell'Inter a livello di club e la loro forma con la Azzurra. Ha respinto l'idea che i giocatori dell'Inter abbiano deluso con l'Italia, ma ha ammesso che una sconfitta ai rigori in un playoff cruciale può offuscare le percezioni. Ha criticato aspramente i tifosi che hanno fischiato il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni in una recente partita dell'Italia, elogiando la forza mentale di Bastoni e il sostegno che ha ricevuto dai suoi compagni di squadra del San Siro.
Sabatini ha anche commentato le più ampie difficoltà della Azzurra, suggerendo che la squadra spesso affronta le partite decisive con paura e pressione, a differenza degli avversari che giocano con libertà. Ha sostenuto una struttura più permanente per la nazionale, suggerendo la nomina di un direttore sportivo per promuovere un'identità coerente e quotidiana, allontanandosi da un modello di "squadra all-star" dell'ultimo minuto. Sull'argomento del commissario tecnico della nazionale, Sabatini ha espresso ammirazione per il recente lavoro di Antonio Conte al Napoli e ha detto che non avrebbe problemi se l'ex allenatore di Inter e Juventus fosse un candidato per il lavoro in Italia, lodando la recente ambizione pubblica di Conte come un "atto di coraggio".


