Il calcio italiano è scosso da un grave scandalo mentre i pubblici ministeri di Milano indagano sulle presunte interferenze illegali del capo della designazione arbitrale, Gianluca Rocchi, nelle decisioni del VAR, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa italiana AGI e da La Gazzetta dello Sport. L'indagine, avviata a seguito di una denuncia dell'assistente arbitrale Domenico Rocca, si concentra su un episodio avvenuto durante la partita tra Udinese e Parma il 1° marzo 2025. Rocchi, il responsabile degli arbitri italiani, è accusato di aver bussato alle finestre della sala VAR a Lissone per allertare l'arbitro video Daniele Paterna a concedere un rigore, una violazione diretta dei protocolli che richiedono l'autonomia del VAR.
Rocca, successivamente messo ai margini, ha scritto alla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e ai pubblici ministeri di Milano per denunciare ciò che considerava valutazioni delle prestazioni ingiustamente basse, puntando il dito contro il comportamento di Rocchi. Sebbene la FIGC abbia inizialmente respinto la denuncia, la procura di Milano ha proseguito con le indagini. Rocchi, Paterna e il supervisore VAR Andrea Gervasoni sono stati formalmente posti sotto inchiesta per presunta complicità in frode sportiva.
L'episodio Udinese-Parma non è isolato. Gli investigatori starebbero esaminando diverse altre partite, tra cui Inter Milano-Hellas Verona a gennaio 2024, Salernitana-Modena e Bologna-Inter nel 2025, e un derby dell'Inter Milano contro il Milan ad aprile 2025. Secondo AGI, le indagini suggeriscono che Rocchi potrebbe aver manipolato le designazioni arbitrali, selezionando arbitri presuntamente "favoriti" dall'Inter Milano durante la corsa al titolo e scegliendone uno "sgradito" al club per una semifinale di Coppa Italia per garantire un arbitro più favorevole per una potenziale finale.
Il direttore tecnico dell'Inter Milano, Giuseppe Marotta, ha fermamente negato qualsiasi coinvolgimento del club domenica. “Siamo sconvolti di sentire questi commenti che abbiamo letto in questi giorni”, ha detto Marotta. “Non abbiamo un arbitro preferito o sgradito. Dico con completa serenità che abbiamo sempre agito con la massima correttezza e che né oggi né in futuro saremo coinvolti in questa storia”.
Lo scandalo si è aggravato con i rapporti di Calcio e Finanza e La Repubblica che rivelano che gli investigatori hanno scoperto un sistema di gesti in codice utilizzato per la comunicazione tra il campo e la sala VAR. Una mano alzata segnalava presumibilmente di non intervenire, mentre un pugno chiuso indicava la necessità di una revisione. Ancora più scioccante, l'ex arbitro Pasquale De Meo ha detto a La Gazzetta dello Sport che gli arbitri VAR a volte usavano un gioco di morra cinese per decidere se rivedere un episodio, descrivendo "giochi infantili" che evidenziano un profondo malessere.
Le ramificazioni potrebbero estendersi ben oltre le singole partite. Il presidente della Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha avuto colloqui con il presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, che ha avvertito che una comprovata interferenza politica all'interno della FIGC potrebbe portare all'esclusione dei club italiani dalle competizioni europee. Inoltre, la co-organizzazione di Euro 2032 con la Turchia è a rischio. Čeferin aveva già espresso dubbi sulla preparazione delle infrastrutture italiane all'inizio di aprile, affermando che il torneo non si terrebbe in Italia se le strutture non fossero pronte.
Questa crisi evoca i ricordi dello scandalo Calciopoli del 2006 che ha visto la Juventus retrocessa e altri club sanzionati. Aggrava un periodo difficile per il calcio italiano, dopo il mancato accesso della nazionale ai Mondiali del 2022 e altre recenti controversie. Simonelli ha descritto il caso attuale come "isolato" e ha sostenuto che non dovrebbe penalizzare l'intero campionato. “Se dovesse emergere che qualcuno ha commesso un errore, sarà giusto che ne paghi le conseguenze”, ha detto. “Ma non è in alcun modo ammissibile mettere in discussione la credibilità del sistema e la regolarità del campionato”.




