
I club di Serie A sostengono Giovanni Malagò nella corsa alla presidenza della FIGC
I club di Serie A hanno dato il loro pieno sostegno a Giovanni Malagò per diventare il prossimo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). Durante un'assemblea a Milano lunedì, 18 dei 20 club di Serie A hanno formalmente appoggiato l'ex presidente del CONI, di 67 anni, come loro candidato preferito. La mossa arriva dopo le dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della FIGC, in seguito al mancato accesso dell'Italia a un terzo Mondiale consecutivo.
Solo Lazio e Verona non hanno firmato il documento di sostegno, con i loro presidenti, Claudio Lotito e Italo Zanzi rispettivamente, che hanno obiettato al processo piuttosto che al candidato. Hanno sostenuto che i club avrebbero dovuto prima discutere un programma per il calcio italiano prima di stabilirsi su un nome. Il termine per la presentazione delle candidature alla presidenza è il 13 maggio, con le elezioni previste per il 22 giugno. Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha confermato l'ampio sostegno, affermando che con 11 endorsement necessari per una candidatura ufficiale, Malagò aveva ampiamente superato la soglia.
Simonelli ha indicato che Malagò, attualmente a capo della Fondazione Milano Cortina, effettuerà ora le proprie verifiche prima di formalizzare la sua candidatura. La Lega prevede di invitarlo a una riunione, probabilmente lunedì prossimo, per discutere i programmi e integrare le idee. Simonelli ha minimizzato le passate tensioni, facendo riferimento a un presunto commento in cui Malagò una volta aveva definito i presidenti di Serie A “malfattori”, suggerendo che il candidato avrebbe cambiato idea. Il rapido sostegno è visto come una reazione immediata alla recente delusione sportiva della nazionale.
Tuttavia, il percorso non è in discesa per Malagò, poiché lo stesso giorno è emerso un concorrente significativo. Giancarlo Abete, l'attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti (LND) e anch'egli ex presidente del CONI, ha annunciato la sua intenzione di candidarsi. Abete ha dichiarato che chiederà al suo consiglio di amministrazione di investirlo della candidatura, replicando il processo utilizzato dalla Serie A per Malagò. Ha criticato la tabella di marcia accelerata, sostenendo la necessità di concentrarsi sul programma e sui contenuti prima delle personalità. Abete ha espresso il desiderio di una candidatura unitaria costruita con il contributo di tutti i componenti del calcio italiano, ma ha affermato di essere pronto a contendersi le elezioni, se necessario.
Questo sviluppo prepara il terreno per una sfida tra due esperti amministratori sportivi con profonde radici nelle istituzioni olimpiche e calcistiche italiane. Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, commentando le doppie candidature, ha descritto Malagò come un manager che ha navigato nel mondo dello sport per anni e interpreterà le esigenze della Lega. Ha riconosciuto il legittimo diritto di Abete a candidarsi, date le sue contribuzioni al calcio, inquadrando la situazione come una competizione democratica in cui vincerà il candidato con il maggior sostegno. Le elezioni determineranno chi guiderà il calcio italiano in un periodo di profonda crisi e necessaria riforma.



