
Ventura: i problemi dell'Italia vanno oltre l'allenatore dopo il fallimento ai Mondiali
L'ex commissario tecnico italiano Giampiero Ventura ha insistito sul fatto che le problematiche sistemiche della nazionale sono ben più grandi di chi siede in panchina, a seguito del mancato accesso degli Azzurri a tre Mondiali consecutivi. Ventura, intervenendo a Radio Anch'io Sport, ha espresso solidarietà al dimissionario Gennaro Gattuso, ma ha sostenuto che l'allenatore è "l'ultimo dei problemi" per una nazione che non ha affrontato le falle fondamentali da quando il suo mandato è terminato nel 2017.
Ventura era in carica durante l'infame sconfitta dell'Italia contro la Svezia nel novembre 2017, che è costata alla squadra un posto ai Mondiali di Russia 2018. Crede che poco sia cambiato negli anni successivi. "Da Italia-Svezia in poi, non è cambiato nulla", ha detto Ventura. "Le critiche erano personali, avevano bisogno di trovare un capro espiatorio. Ma questo è ormai nel passato. Certamente ha influenzato la mia decisione di fare un passo indietro". L'Italia ha poi mancato la qualificazione ai Mondiali del 2022 e, sotto Gattuso, non è riuscita a qualificarsi per il torneo del 2026 dopo una sconfitta contro la Slovenia la settimana scorsa.
L'ex allenatore ha scagionato Gattuso da ogni colpa, sottolineando un modello di prestazioni insufficienti. Dopo aver vinto i Mondiali del 2006, l'Italia è stata eliminata nella fase a gironi sia nel 2010 che nel 2014, ha ora mancato tre Mondiali consecutivi e ha avuto una deludente campagna a Euro 2024, con la vittoria a Euro 2020 come eccezione notevole. "Non è colpa di tutti gli allenatori, è ovvio", ha affermato Ventura. "I problemi critici sono strutturali. Il governo deve intervenire, non solo la federazione calcistica".
Ventura ha rivelato che, come l'ex direttore tecnico Roberto Baggio, una volta ha presentato un piano dettagliato per riformare le fondamenta del calcio italiano, concentrandosi sullo sviluppo giovanile. Ha sostenuto che il percorso dalle squadre giovanili al calcio senior è troppo ripido in Italia e che la cultura che circonda lo sviluppo del talento è difettosa. "Gli edifici si costruiscono dalle fondamenta, non dalla penthouse", ha detto. "Una volta, vivevamo esclusivamente per la tecnica. Oggi, spesso nei settori giovanili, l'ambizione dell'allenatore non è far crescere un talento, ma raggiungere un obiettivo per poi lasciare il settore giovanile e progredire individualmente".
Ha citato esempi come Leo Vergara del Napoli e Federico Pisilli della Roma, giovani giocatori che hanno avuto poco spazio nonostante le crisi di infortuni dei loro club, come prova della riluttanza a fidarsi dei giovani. Ventura ha espresso comprensione per i sentimenti attuali di Gattuso, avendo provato un senso di colpa simile dopo la sconfitta contro la Svezia. "L'ho vissuto anch'io, ti senti responsabile per non aver raggiunto l'obiettivo", ha detto. "Gli consiglio di ricominciare serenamente facendo il lavoro che ha sempre fatto".
Quando gli è stato chiesto se accetterebbe mai di nuovo la "patata bollente" del ruolo di commissario tecnico, Ventura è stato categorico. "Assolutamente no", ha detto. "Non avrei nemmeno voluto accettarlo quando l'ho accettato. Dopo poco tempo, mi sono reso conto di aver fatto la scelta sbagliata. I presupposti non c'erano allora, e non ci sono oggi". I suoi commenti sottolineano la profonda sfida che la Federazione Italiana Giuoco Calcio deve affrontare nella ricerca del successore di Gattuso, con la necessità di una riforma strutturale che appare tanto urgente quanto la nomina di un nuovo allenatore.



