Duvan Zapata ha esteso il suo contratto con il Torino fino al 30 giugno 2028, come confermato dal club lunedì. Il nuovo accordo aggiunge un anno al precedente, in scadenza a giugno 2027. L'annuncio è arrivato in concomitanza con l'arrivo del nuovo allenatore del Torino, Ignazio Abate, al centro sportivo Filadelfia.
Il Torino ha chiaramente segnalato l'intenzione di costruire il futuro del club attorno all'attaccante colombiano, affidandogli un ruolo di leadership continuativo. Il primo giorno di Abate con la squadra precede un raduno della rosa venerdì per la prima sessione di allenamento di gruppo della nuova stagione. Il club ritiene che l'esperienza e il carisma di Zapata siano fondamentali per far crescere i giovani talenti individuati dal direttore sportivo Gianluca Petrachi.
Il percorso di Zapata con il Torino è iniziato con un caloroso benvenuto da parte dei tifosi e una solida stagione iniziale. Ha subito una battuta d'arresto con un infortunio al ginocchio, ma ha dimostrato resilienza nel recupero, ricevendo un costante supporto da parte del club durante tutto il processo. Il presidente Urbano Cairo aveva già dimostrato fiducia nel giocatore rinnovando il suo contratto anche quando il suo ritorno dall'infortunio era incerto, un gesto ora ulteriormente rafforzato da questa ultima estensione.
Il prolungamento assicura che il Torino mantenga uno dei suoi giocatori chiave in attacco, insieme a Nikola Vlasic e Giovanni Simeone. L'allenatore Abate potrà costruire il suo attacco attorno a questo trio consolidato. Zapata è diventato una figura centrale nel club sin dal suo arrivo, incarnando un impegno che ha risuonato con la tifoseria. La sua continua presenza fornisce stabilità ed esperienza mentre il Torino intraprende un nuovo capitolo sotto la guida di Abate, con l'obiettivo di integrare i giovani talenti in prima squadra. Il club spera che la leadership del veterano sarà fondamentale per il loro sviluppo.
L'accordo rappresenta un significativo voto di fiducia nel continuo contributo di Zapata, estendendo il suo soggiorno a Torino a cinque stagioni e consolidando il suo status di icona del club.




