
La sfumata posizione di Daniele De Rossi sulla Juventus gli vale il raro rispetto dei rivali
In un panorama di intense lealtà tribali, l'ex capitano della Roma Daniele De Rossi ha costantemente sfidato la narrativa prevista riguardo alla Juventus, promuovendo un rispetto reciproco unico culminato in un'ovazione da parte dei tifosi bianconeri all'Allianz Stadium. L'iconico centrocampista, ora allenatore del club del suo cuore, ha elogiato la Juventus e criticato le incongruenze arbitrali nel corso della sua carriera, in un modo che ha rotto con il conformismo radicato nel calcio italiano.
Questo è stato esemplificato durante la sua carriera da giocatore nel 2017, quando, dopo essere arrivato secondo al club torinese, De Rossi li ha descritti come "una squadra di mostri" e una "squadra leggendaria che fa la storia del calcio", riconoscendo la qualità che ripetutamente ha superato la sua Roma nella lotta per il titolo. I suoi commenti contrastavano nettamente con la retorica più comune dei rivali, che spesso inquadrava il successo della Juventus attraverso una lente di controversia. Anni prima, nel 2008, aveva già dimostrato il suo spirito indipendente affermando in modo controverso che 7-8 partite che coinvolgevano l'Inter Milano, che aveva battuto la Roma per lo Scudetto, erano state "falsificate", e si chiedeva se la tempesta mediatica sarebbe stata molto più grande se i beneficiari fossero stati la Juventus.
Il rapporto di De Rossi con la Juventus ha molteplici sfaccettature. Da giovane, si dice che sia stato oggetto di un approccio di trasferimento da parte della Juventus, che ha offerto Edgar Davids in cambio, un trasferimento che non si è mai concretizzato. In campo, la sua feroce competitività a volte sfociava in scontri con i giocatori della Juve, come la famigerata espulsione diretta per un fallo su Giorgio Chiellini. Tuttavia, fuori dal campo, ha dimostrato un notevole spirito sportivo, come quando si è scusato pubblicamente con l'attaccante della Juventus Mario Mandzukic per un insulto in campo, affermando che il calore della competizione non era una scusa.
La sua stima per le figure della Juventus è ben documentata, mantenendo strette amicizie con Gianluigi Buffon e Chiellini e avendo un particolare riguardo per l'ex allenatore della Juve, Marcello Lippi. Recentemente, ha persino trovato un aspetto positivo in un controverso episodio arbitrale che ha coinvolto la Juventus, suggerendo che i riflettori globali sullo scontro Inter-Juventus significavano che almeno tali errori erano stati visti in tutto il mondo. Questa vita di opinioni sfumate, spesso contrarie, ha forgiato un legame distintivo con i tifosi della Juventus, che hanno srotolato uno striscione con la scritta "Ciao De Rossi, prima un uomo, poi un calciatore" durante la sua partita d'addio come giocatore.
L'applauso duraturo da parte della tifoseria di un rivale storico sottolinea una carriera costruita non sull'adulazione del sentimento popolare, ma su un impegno genuino, spesso critico, con le realtà dello sport. Per un romanista convinto, l'eredità di De Rossi include la dimostrazione che il rispetto per un avversario non deve diluire la propria passione.



