
Club di Serie A favoriscono trasferimenti esteri a causa di complesse regole di pagamento nazionali
I club della Serie A stanno concludendo un numero significativamente maggiore di affari di mercato con squadre straniere rispetto ai rivali nazionali in questa stagione, una tendenza guidata da complesse e costose garanzie finanziarie richieste per gli accordi tra squadre italiane. Secondo i dati di Transfermarkt, i giocatori stranieri rappresentano ora il 69,1% di tutte le presenze in Serie A in questa stagione, un forte aumento rispetto al 55,2% nel 2017-18. L'attività di trasferimento di questa stagione sottolinea il problema, con 108 acquisti permanenti nella massima serie provenienti dall'estero rispetto a soli 68 dall'interno dell'Italia.
La causa principale, secondo i dirigenti dei club che hanno parlato con La Gazzetta dello Sport, è l'unico sistema italiano della "stanza di compensazione". Gestito dalle leghe calcistiche, questo sistema richiede ai club con un saldo netto negativo derivante dalle operazioni di trasferimento con altre squadre italiane di garantire tale debito con garanzie bancarie o assicurative. Queste fideiussioni sono costose, spesso comportano commissioni di intermediazione e in genere richiedono garanzie reali, come un conto bancario bloccato o una proprietà. Per i club di proprietà straniera, che ora costituiscono la maggioranza in Serie A, l'accesso a queste garanzie è particolarmente difficile, con le banche che a volte richiedono una garanzia del 100%.
Di conseguenza, i club trovano molto più interessante negoziare con entità straniere, dove le condizioni di pagamento sono flessibili e lasciate all'autonomia delle parti coinvolte. Questo sistema farraginoso non ha un equivalente diretto nelle altre principali leghe europee, tra cui Francia e Germania, che dispongono di sofisticati controlli finanziari. L'impatto finanziario è chiaro: i dati della FIFA indicano che i club italiani sono i secondi maggiori spendenti nel mercato internazionale dei trasferimenti dal 2020, secondi solo alle squadre inglesi, avendo speso 5,2 miliardi di dollari all'estero.
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha confermato la disparità a La Gazzetta, affermando che l'attuale impostazione rende più vantaggioso l'acquisto da un club straniero. Ha espresso il desiderio di almeno livellare le condizioni tra i trasferimenti nazionali e internazionali. Simonelli ha proposto la creazione di un consorzio di garanzie, potenzialmente coinvolgendo l'Istituto per il Credito Sportivo, per rendere gli strumenti meno onerosi se non possono essere eliminati del tutto.
La questione è stata discussa con il Ministro dello Sport italiano, Andrea Abodi, con il quale c'è anche un allineamento sull'introduzione di agevolazioni fiscali per incentivare i club che sviluppano giocatori per la nazionale. Il sistema della stanza di compensazione è stato istituito prima dell'avvento delle normative sul fair play finanziario della UEFA e della FIGC, che ora impediscono ai club con debiti verso altre squadre di essere registrati per la competizione. C'è una crescente consapevolezza che una nazionale italiana più competitiva, alimentata da una solida pipeline di talenti nazionali, gioverebbe ai club di Serie A aumentando il valore dei giocatori e migliorando il profilo internazionale e le entrate della lega.
La tendenza è evidente anche a livello giovanile, dove la percentuale di presenze di giocatori stranieri nelle squadre di riserva di club come Inter, Atalanta e Juventus supera di gran lunga la media in Serie C. Mentre la lega lavora a misure correttive, gli attuali meccanismi finanziari continuano a modellare un mercato in cui guardare all'estero è spesso il percorso più semplice ed economicamente sensato per i club italiani.



